Tecnologia e sport, un rapporto di amore e odio

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pallina da tennis

Quello tra tecnologia e sport è un rapporto piuttosto contrastato, caratterizzato da accelerazioni e improvvisi battute d’arresto, nel perenne tentativo di cercare una migliore efficienza nell’organizzazione e nella conduzione degli eventi, e il rischio di perdere le emozioni e l’aleatorietà delle prestazioni sportive.

Nel calcio il VAR, dopo i primi dubbi e perplessità, è diventato una realtà (seppure, ancora oggi, non sempre ben utilizzata), in altri sport le cose stanno incontrando diverse resistenze, e sono gli stessi giocatori a non gradire le evoluzioni tecnologiche di settore.

Il riferimento che portava avanti lo stesso India Bookie – comparatore dei migliori bookmaker online – è evidentemente quello del tennis dove, nelle recenti ATP Finals, si è nuovamente sperimentata la possibilità di giocare senza giudici di linea, e limitandosi pertanto a presentare il solo giudice di sedia.

A parlare in maniera critica di tale scelta, che in futuro potrebbe diventare lo standard della competizione con la racchetta, è il campione maiorchino, Rafael Nadal, che in un’intervista rilasciata ad alcuni media internazionali ha parlato non troppo favorevolmente della tecnologia utilizzata durante la manifestazione londinese, nella quale – ribadiamo – i giudici di linea sono stati lasciati a casa, sostituiti da un più infallibile, ma meno romantico, occhio di falco.

Il numero 2 del mondo si è detto sostanzialmente “costretto” ad accettare la tecnologia di oggi, ma ha anche chiaramente aggiunto di non gradire questa evoluzione e di preferire i giudici sul campo. Ad onor di conaca, Nadal ha anche condiviso il fatto che tra i giocatori la sua posizione sia minoritaria, poiché poche sono state le lamentele in questo ambito.

Dunque, anche in virtù di queste scarne opposizioni, proprio in queste settimane si sta parlando con crescente vigore della possibilità di far sì che la tecnologia dell’occhio di falco possa sostituire completamente la figura dei giudici di linea. Una scomparsa che secondo Nadal potrebbe costituire un passo non desiderabile dello sviluppo del tennis internazionale, e che si contrappone con la visione preferita dallo spagnolo, è che quella del campo tradizionale, nel quale ci sono i giudici di linea.

Si noti come anche questo sia uno degli aspetti che contribuisce a rendere più profonda la differenza tra le posizioni dello spagnolo e quelle del rivale Djokovic, che invece al Roland Garros aveva affermato che non avrebbe sentito la mancanza dei giudici di linea, ponendo così una veduta molto diversa.

Probabilmente, come già avvenuto in diverse occasioni negli scorsi anni, la soluzione verrà trovata attraverso un compromesso. Oggi la scelta di dotare la tecnologia dell’occhio di falco in tutti i campi principali viene ritenuta fondamentale dagli stessi giocatori, e l’abolizione della figura dei giudici di linea, con un occhio di falco sostanzialmente allargato, potrebbe dunque rappresentare una sorta di evoluzione di questa tecnologia oggi “digerita” da quasi tutti i tennisti.

Vedremo se, nel 2021, questa linea evolutiva potrà trovare o meno una formalizzazione per i prossimi tornei, oltre che alle ATP Finals, dove sembra essere confermata.