App Immuni: cos’è e come funziona

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App Immuni

Dalla scorsa settimana è possibile scaricare l’App Immuni, ma cos’è esattamente e come funziona? Perché ha suscitato tante polemiche sulla privacy? Ha già superato 2,5 milioni di download l’app per tracciare i contagi da coronavirus in Italia. Quest’app si scarica gratuitamente sul proprio smartphone e non necessita registrazione. Dal 12 giugno sarà scaricabile in tutte le regioni italiane, mentre per ora è attiva solo in Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria. C’è l’assoluto rispetto della privacy e dei dati sensibili degli utenti (nome, cognome, indirizzo e numero di telefono). In sole 24 ore c’è stato un boom di download (ben 500.000 mila). Quali sono le pecche? Come funziona l’App? Scopriamolo insieme.

Come scaricare l’App Immuni

Basta avere uno smartphone compatibile per scaricare l’App Immuni e tracciare tutti i nostri spostamenti e le persone che incontriamo. L’unica pecca è appunto che quest’App non è compatibile con tutti gli smartphone e non funziona su tutti i dispositivi. Per chi ha un Iphone deve avere almeno IOS 13.5 o una versione superiore. Se avete una versione più vecchia allora non potrete scaricarla da Apple Store. La versione IOS 13.5 è supportata da:

  • Iphone 11
  • Iphone 11 Pro
  • Iphone 8
  • Iphone 8 plus
  • Iphone 7
  • Iphone 7 plus
  • Iphone 6s
  • Iphone 6s plus
  • Iphone SE (1° e 2°generazione)
  • Iphone Xs
  • Iphone Xs Max
  • Iphone X

Per chi ha un dispositivo Android, basta avere Android versione 6 o superiore.

Come funziona l’App Immuni?

Una volta scaricata l’app, tramite sistema bluetooth, grazie a un sistema di notifiche si viene avvertiti quando si entra in contatto con un soggetto positivo al Covid-19 anche se si tratta di un asintomatico. Non si tratta di un’app obbligatoria, ma il download è volontario. L’app è fortemente consigliata, ma non ci sono restrizioni per chi si rifiuta di scaricarla e usarla. Un vero e proprio diario della salute che ha suscitato non poche polemiche. C’è da dire che non c’è accesso automatico al gps ma la geolocalizzazione deve essere attivata dall’utente.

Le polemiche sulla privacy sono alquanto sterili e prive di senso, se si pensa che l’App non può fornire senza autorizzazione i dati personali a terze parti e se si considera che quasi tutti gli Italiani usano quotidianamente e in maniera massiccia social network fornendo al sistema dati personali sensibili come nome, cognome, foto anche di minorenni e taggandosi con la geolocalizzazione ad ogni singolo spostamento. Resta al cittadino la libertà di scaricare o meno quest’app se la ritiene utile per la propria salute.