Una piccola impresa meridionale

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cinema

Rocco Papaleo torna al cinema con “Una piccola impresa meridionale” in cui interpreta un prete Costantino che decide di spretarsi e che ne da la notizia alla madre. La madre che si trova già a dover subire l’onta di una figlia che lascia il marito e scappa con l’amante lasciandola in preda ai pettegolezzi del paese decide di confinare il figlio in un faro in disuso proprietà della famiglia.

Costantino dunque vorrebbe iniziare la sua nuova vita da non-prete ma i suoi conoscenti e non non lo accettano ed il faro diventa meta di pellegrinaggio di singolari personaggi che si vogliono confessare e vogliono trovarvi rifugio.Così arriva Arturo, ex marito della sorella di Costantino, che si vuole confessare e vuole annegare i suoi dispiaceri di marito cornuto ed abbandonato e figlio incompreso nella sua passione segreta: la musica per pianoforte.

Nel frattempo arriva un ex prostituta, Magnolia, sorella della collaboratrice domestica slovacca della madre di Costantino che vuole sfuggire al paese in cui tutti chiacchierano su di lei. Arrivano anche un gruppo di operai ex circensi per dare una sistemata al faro. E la ciliegina sulla torta? Rosa Maria sorella di Costantino che non si è redenta ma semplicemente vuole confessare al fratello il suo pesante segreto che se lo scoprisse la loro madre altro che faro!

Come riuscirà Costantino a venirne fuori?
Debbo dire che la trama m’incuriosiva con questa serie di personaggi quasi pirandelliani ma a conti fatti il film si è rivelato privo di spessore con un Papaleo svogliato, costruito, buonista, rigido anche se buona voce narrante e Scamarcio come sopra ha più l’aspetto di un disattato che di un marito tradito. Musica e ambientazione ottime (sarebbe ambientato fra Puglia e Basilicata ma in realtà è stato girato in Sardegna) ma per il resto appena sufficiente.