La pandemia scoraggia i giochi: ecco i dati della Toscana sul 2020

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La crisi pandemica si abbatte sul mercato dei giochi. E lo fa, in particolar modo, in Toscana

Stando a quanto affermano le ultime statistiche del Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, elaborati da Agipronews, si è verificata una flessione del 44,8 per cento del mercato delle giocate rispetto al 2019, in termini di spesa (ovvero, il dato della raccolta da parte degli operatori di mercato, al netto delle vincite restituite ai giocatori).

L’importo è infatti sceso a quota 614,7 milioni di euro, con una prevedibile contrazione di tutti quei giochi che di norma si poggiavano sulla presenza diretta del giocatore all’interno di qualche struttura fisica. Meglio hanno invece risposto i giochi online, trainati peraltro da alcuni big del settore, che hanno parzialmente approfittato del blocco delle attività da gioco “fisico” per traghettare presso di sé una quota della platea degli utenti.

Certo, è errato affermare che sia stata la pandemia da Covid-19 a spingere al rialzo il flusso di giocate delle piattaforme online (la tendenza era infatti ben in corso anche prima dell’avvento della crisi sanitaria), ma è indubbio che la pandemia sia stata un catalizzatore di attenzione da parte dei giocatori o, almeno, di quella parte di utenza del gioco che non poteva più fruire dei canali tradizionali e, dunque, si è rivolta – spesso per la prima volta – ai casinò online.

I dettagli del Libro Blu

Più nel dettaglio, dai dati del Libro Blu emerge come a pagare il prezzo dei cinque mesi del lockdown determinato dall’emergenza Covid-19 siano stati soprattutto il Bingo e le slot e videolottery. Per quanto concerne il Bingo, per esempio, la flessione è stata pari al 60,2 per cento, con una raccolta pari a 8 milioni di euro. È andata un po’ meglio alle slot e alle videolottery, per le quali la raccolta è stata di 324 milioni di euro, ma in contrazione del 55,1 per cento rispetto all’anno precedente.

Tra le altre voci di gioco che hanno subito gli effetti più negativi di questa crisi rileviamo anche le scommesse ippiche, calate del 51,7 per cento e quelle sportive, diminuite del 35,5 per cento anche a causa della mancanza di eventi su cui puntare. Il calo è invece stato più contenuto per quanto concerne lotterie (- 15,8 per cento) e Lotto (-21,3 per cento).

A livello nazionale, la spesa è invece diminuita del 33,2 per cento (12,9 miliardi di euro), mentre le vincite sono arrivate a 75,3 miliardi di euro (- 17,2 per cento). Per l’Erario la perdita su base annua è stata pari al 36,2 per cento, pari a 7,24 miliardi di euro. E nel 2021? I dati sono prevedibilmente in ripresa, così come è in consolidamento il trend che vede i giocatori confermare la propria preferenza nei confronti delle piattaforme online, evidentemente ritenute più convenienti e pratiche rispetto a un canale fisico che – ancora oggi – prevede pur sempre delle limitazioni introdotte per il contenimento della diffusione della pandemia.