Giovanni Malagò riconfermato alla presidenza del CONI

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pista di atletica

Per Giovanni Malagò si tratta del terzo mandato alla presidenza del CONI

Un impegno portato avanti con discrezione e non senza ostacoli e divergenze, però tenute tutte a distanza, evitando le polemiche. Con 55 voti, contro appena 13 del secondo classificato, Malagò torna alla guida dell’ente che aveva già gestito. Lo fa auspicando un nuovo clima di compattezza e unità che può solo fare bene al CONI stesso.

Un ritorno certamente non facile in un periodo, quello del Covid, che sebbene sia in miglioramento vieta ancora il pubblico in molti stadi italiani e mondiali. Problema che Malagò si pone, ma senza farne un dramma. Questa è la situazione del momento e “bisogna fare di necessità virtù”, come ha dichiarato durante le prime interviste post elezione. Ma chi è quest’uomo tanto saggio e attento?

Giovanni Malagò e lo sport

Giovanni Malagò nasce a Roma nel 1959, figlio dell’ex storico presidente della squadra capitolina. Pur avendo portato avanti nella vita gli studi di economia e il mestiere di imprenditore, lo sport è stato sempre parte integrante della sua vita. Ha praticato diverse attività sportive e in particolare nel calcio a cinque si è sempre distinto anche ad alti livelli.

Il suo impegno in questo settore lo portò nel 2013 alla prima presidenza del Comitato Olimpico Nazionale, il CONI. Incarico che conserverà anche per un secondo mandato nel 2017. La rielezione al terzo incarico consecutivo non sembrava scontata, a causa di alcuni problemi e di controversie che non si erano del tutto risolti. Ma la conferma giunta nei giorni scorsi ha invece eliminato qualsiasi dubbio e ha aperto la via a un nuovo quadriennio.

Le prospettive di Malagò per il CONI

“Sarà il mio terzo mandato, sarà anche l’ultimo” promette il neo rieletto presidente nella prospettiva dei propri impegni futuri. “Insieme si può scrivere una nuova pagina di storia dello sport italiano e del CONI e arrivare a un traguardo”, conclude sicuro. Il nuovo direttivo infatti è già pronto per andare dal Governo e presentare le esigenze e le problematiche post Covid del settore, per cercare le giuste soluzioni che non escludano più nessuno. A coadiuvare il lavoro del presidente ci saranno le vice Silvia Salis e Claudia Giordani che portano a cinque le “quote rosa” dell’ente, su un totale di tredici elementi del consiglio. E non si tratta solo di sportive con esperienza – Silvia Salis ha vinto diversi titoli del lancio del martello, la Giordani è stata campionessa di slalom speciale – ma di persone competenti e attente alle esigenze degli atleti che di fatto sono le basi portanti dell’essenza stessa del CONI.