Sterilizzare o no il cane

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sterilizzare il cane

sterilizzare il cane

Sterilizzare o meno il nostro amico a quattro zampe, ed in quale momento della sua vita, varia a seconda dell’ età del cane e della nazione di appartenenza. Da sempre l’ argomento è stato oggetto di dibattiti e polemiche. In certi Paesi infatti la sterilizzazione è considerata una pratica non etica ed è vivamente sconsigliata anche dai veterinari, in altri paesi invece diventa quasi obbligatoria al fine di prevenire il randagismo.

Non confondiamo però la prevenzione del randagismo con la sterilizzazione della cagnolina o gattina di casa, perché le due realtà sono completamente diverse. Alla base della nostra scelta ci deve essere un principio di responsabilità verso un essere vivente che dipenderà interamente dalle nostre scelte. Le motivazioni che possono portare a decidere per la sterilizzazione sono diverse. Alcune sono di carattere pratico, quali ad esempio la difficoltà di gestire tra le mura domestiche gocce di sangue sparse per la casa per un periodo di 15-20 giorni. Oppure non avere la preoccupazione che, in un ambiente aperto, possa arrivare qualche spasimante indesiderato e gravidanze non pianificate.

Si potrà evitare la falsa gravidanza o gravidanza immaginaria, situazione tipica per cui alcune cagnoline uno o due mesi dopo il calore si comportano come se avessero una cucciolata. In questo caso le nostre amiche, saranno più nervose, produrranno latte e rivolgeranno tutte le loro attenzioni verso pupazzi o oggetti a loro familiari per trattarli come se fossero cuccioli. Anche le motivazioni di carattere sanitario non sono da sottovalutare. Con la sterilizzazione, infatti, si potranno prevenire le mastiti, ossia infiammazioni dolorose del tessuto mammario o quelle infezioni dell’ utero, “piometra”, che provoca setticemia. Se si sterilizza la nostra amica a quattro zampe prima del primo calore o al massimo tra il primo ed il secondo, si avrà una buona prevenzione dei tumori mammari. Nel caso in cui si sterilizzerà dopo il secondo calore, lo sviluppo di un tumore mammario sarà solo una questione genetica.

Quando sterilizzare?

Il momento migliore è tra il primo ed il secondo calore, periodo compreso tra i 6 e 9 mesi di età ed in alcuni casi, tra la sesta e la quattordicesima settimana c.d. “sterilizzazione precoce”, ma si potrà sterilizzare in qualsiasi momento della vita della nostra amica. E’ bene ricordare però che solo in un esemplare giovane si potrà contare sull’ effetto protettivo dell’ intervento, mentre con l’ avanzare dell’ età si dovranno valutare i rischi legati all’ anestesia. In un cane giovane infatti, sono decisamente minori.

La sterilizzazione della cagnolina può essere effettuata asportando chirurgicamente le sole ovaie, in questo caso si parla di ovariectomia, intervento destinato al cane femmina sano, oppure l’ ovarioisterectomia, cioè la rimozione di ovaie e utero in quelle cagne affette da patologie uterine. La scelta del tipo d intervento chirurgico è di stretta competenza del medico veterinario , l’ unico in grado di suggerire la scelta più idonea alla singola circostanza valutando vantaggi e svantaggi. L’ intervento viene eseguito sia con la chirurgia tradizionale laparatomia con anestesia generale, praticando un’ incisione particolarmente estesa, o in laparoscopia con l’ ausilio di una microtelecamera inserita a livello dell’ ombelico.

Interventi inutili sono quelli che si limitano ad asportare un pezzo delle “corna uterine” lasciando le ovaie. In questi casi, la cagnolina non resterà gravida ma avendo le ovaie, continuerà ad andare in calore e resterà sempre a rischio di tumori mammari o di piometra. Di norma dopo un’ operazione chirurgica tradizionale viene applicato al cane per 5 o 7 giorni, un collare elisabettiano per evitare che si lecchi. E’ di prassi anche la somministrazione di farmaci antibiotici per prevenire eventuali infezioni post-intervento. Le medicine per via orale saranno mischiate con il cibo, mentre per le eventuali iniezioni dovremmo farci spiegare bene come fare; si tratta comunque di un’ operazione piuttosto semplice che necessita però dell’ aiuto di una persona di nostra fiducia.

La convalescenza

Dopo l’intervento ricordiamoci che il fisico dovrà recuperare poco alla volta, passerà molto tempo nella sua cuccia. Le uscite andranno mantenute ma accorciate e nel caso in cui, per necessità, sporchi in casa non andrà mai rimproverato, preparate piuttosto un angolo con alcuni giornali ed aiutatelo a capire che al bisogno è lì che deve andare. Con la sterilizzazione potremmo notare alcuni cambiamenti umorali e fisici nelle nostre amiche quadrupedi. Il primo fra tutti, l’ aumento del peso. Questo rischio sussiste, ma vale soprattutto per quegli esemplari che non hanno una corretta alimentazione e che non svolgono un adeguato esercizio fisico, nella maggior parte dei casi per la pigrizia del loro padrone. Potrebbe verificarsi il rischio di cambiamenti caratteriali come un’ aggressività del cane nei confronti di persone estranee al proprio gruppo di conoscenze, la percentuale dei casi va dal 5% al 30%.

Dopo una sterilizzazione si potrebbe notare anche un’ incontinenza urinaria, ma ciò è legato a fattori relativi alla razza, al peso ed alla posizione della vescica prima dell’ intervento. Il veterinario di fiducia ci deluciderà su ogni nostro dubbio. Sia l’ omeopatia che la fisioterapia possono concretamente aiutarci ad affrontare le problematiche connesse al periodo post-operatorio ed alla successiva ripresa del nostro cane.