Abbandoni, non più solo cani e gatti ma anche animali esotici

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pappagalli esotici

L’abbandono è un reato” questo è quanto dicono numerose campagne estive nel disperato tentativo di sensibilizzare l’animo delle persone.

L’euforia dell’acquisto di quello sfortunato essere vivente però, seguita dal pentimento e quindi dall’abbandono, sembra non cessare mai. Quest’anno sono stati registrati più di 500 abbandoni in tutta Italia solo a giugno, un dato che non può di certo essere ignorato. La LAV (Lega anti-vivisezione) ha infatti stimato che ogni anno vengono abbandonati più di 80 mila cani, e più di 50 mila gatti nel nostro paese.

Non solo cani e gatti, ma anche animali esotici

Il fenomeno degli abbandoni non comprende più soltanto cani e gatti, bensì si è esteso anche ad animali esotici che vengono acquistati a basso prezzo da persone incuranti che questi non rimarranno piccoli per sempre, ma anzi, finiranno per occupare più spazio nelle nostre case di quanto farebbe Fido o Felix.

Il vero problema sono i negozi di animali, che spesso assicurano agli acquirenti che rettili e anfibi “rimangono piccoli” e che assolutamente necessitano di pochissime cure. Niente di più sbagliato, poiché anche il più piccolo roditore necessita di gabbiette piuttosto grandi dove poter correre e scavare per poter rimanere in salute. Eppure siamo nel 2019, e questi animali ormai diventati di “moda” sono sempre più studiati da associazioni come la SIVAE (Società Italiana Veterinari per animali esotici), i quali diffondono le giuste informazioni per quanto riguarda la loro salute e gestione. Forse, l’errore di chi compra questi animali è pensare che un negoziante ne sappia di più di un veterinario che ha seguito anni di studi per il conseguimento della laurea e per la specializzazione. Chi subisce le conseguenze di tutte queste scelte sbagliate è però il nostro pianeta, poiché, come informa AAE Onlus (Associazione Animali Esotici), si tratta di specie non autoctone, che, dopo l’abbandono, tentano in tutti i modi di sopravvivere e adattarsi a quel territorio a loro estraneo, provocando ingenti danni ambientali. Come incolparli, del resto, per aver semplicemente esercitato il loro diritto alla vita? Il vero colpevole è chi ha acquistato un animale con una tale superficialità, non pensando che anche il più piccolo anfibio o il più pauroso roditore ha particolari necessità che non possono essere ignorate.